Tutto iniziò dal dolore

Prima di iniziare a portare in fascia. Era il febbraio 2014. Il mio primo figlio era nato da circa un mese. Lo allattavo e tutto andava alla grande eccetto una mastite dolorosissima. Beata a chi non l’ha mai avuta!

Dopo un po’ di ricerche ho trovato un’associazione che mi ha aiutato a contattare una consulente per l’allattamento.

Con questa dolcissima persona abbiamo risolto il mio problema e così sono riuscita a continuare tranquillamente. A lei devo davvero un grazie enorme, perché penso che senza il suo immenso aiuto il nostro percorso di allattamento non sarebbe continuato più a lungo, a causa dell’enorme dolore che provavo.

Potresti iniziare a portare in fascia

Ma torniamo a un paio di mesi indietro. Già prima della nascita del mio primo figlio mi sono interessata alla pratica del portare il bambino in fascia.Mi sembrava una cosa così naturale e interessante anche dal punto di vista della facilità e rapidità degli spostamenti da sola. La mia città è piena di marciapiedi strettissimi, dove spesso hanno piantato in mezzo persino qualche palo(!) di segnaletica stradale. Muoversi con il passeggino diventa molto stressante.

Preparandomi per il nuovo arrivo, avevo una lista di “must” da acquistare prima della nascita. Quanti soldi buttati! Adesso la mia opinione personale è che queste “liste”, che quasi tutte noi mamma facciamo sia da sole che consigliate da mamme già con esperienza, siano state del tutto inutili.

Perché? Perché in realtà non servono così tante cose per far vivere un neonato. Tiralatte, biberon, mille ciucci, scalda biberon, sterilizzatori, salviettine, pannolini di tutte le taglie ecc. Queste cose, se servono, si possono comprare anche successivamente valutando la necessità e con interventi mirati e tarati alle proprie esigenze.

Però! Per fortuna la lista che avevo tra le mie mani, comprendeva anche una fascia elastica per portare il bambino. Naturalmente, seguendo la lista alla cieca,  avevo acquistato anche quella.

L’avevo lasciata nell’armadio, aspettando tempi migliori, e quasi l’avevo dimenticata.

Lo potresti mettere nella fascia, ce l’hai una fascia?

Quel giorno in qui la consulente per l’allattamento mi venne a trovare a casa e vedendomi attaccata al bambino sul divano per ore,  mi disse: Lo potresti mettere in fascia, ce l’hai una fascia?

Mi serviva la consulente per l’allattamento a ricordarmela e a farmi accendere la lampadina! Mi ha fatto vedere una legatura base, adatta ai neonati, ed è da quel giorno che è cominciato il nostro percorso del portare. Ovviamente all’inizio passavo un bel po’ di tempo davanti allo specchio ad esercitarmi con la fascia e con le legature. Ma piano piano, con pazienza e tanto amore per il mio cucciolo, ce l’ho fatta.

Ti invito a leggere anche il post Benefici del portare in fascia, nel quale vediamo come questa pratica influenza sia fisicamente che psichicamente sullo sviluppo del bambino e anche sulla vita quotidiana.

Ma non è che lo vizi?

Quando stavo a casa, ho iniziato a portare il mio bambino in fascia spesso in modo da potermi muovere liberamente e fare servizi in casa. Quando uscivo, lo portavo in fascia. I parenti non avevano mai visto un bambino portato in fascia per loro era una cosa piuttosto strana.

Spesso sentivo l’espressione “Che bello” che suonava in modo così dubbioso! Seguìto da un demotivante “Ma non è che così si vizia?“. Rispondevo con tanta gentilezza e pazienza che i neonati, così piccoli, non sanno nemmeno cosa sia il vizio. Io mi sentivo orgogliosa e così serena per aver iniziato a portare in fascia il mio neonatino.

Hanno solo un’esigenza di stare vicino alla mamma e sentire il contatto e il battito di cuore della mamma, pelle a pelle, che hanno sentito per tutti i 9 mesi della gravidanza. Una cosa che mi chiedevo e mi chiedo ancora adesso: Perché alcuni di noi hanno così tanta paura che il bambino abbia bisogno di noi e di stare vicino a noi?